La fanzine per chi pensa
che conoscere la differenza che c’è tra Baba Jaga e Babij Jar
porti più lontano
che conoscere la differenza che c’è tra Ferragni e Ferragamo

 

    L’elzevìro è un carattere tipografico creato nel XVII secolo dall’incisore Christoffel van Dyck (1605 ca. – 1670) per una famiglia di tipografi ed editori olandesi, gli Elzevier. Nell’editoria italiana il termine ha subito un’evoluzione: dal nome di un carattere tipografico al nome di un tipo di articolo giornalistico che contraddistingue la “terza pagina” dei quotidiani.   Apparve per la prima volta sul quotidiano romano Il Giornale d’Italia di Alberto Bergamini.   L’elzeviro contribuì in modo decisivo a diffondere in Italia il gusto per la “prosa d’arte”: la scrittura era caratterizzata dall’uso di figure retoriche e dalla ricchezza stilistica.   All’autore veniva lasciato ampio spazio di manovra: egli poteva recensire un’opera (letteraria o teatrale), oppure svolgere una riflessione erudita su un tema di attualità o di costume, oppure ancora firmare un breve saggio critico.

(da https://it.wikipedia.org/wiki/Elzeviro , modificato)

 

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SOMMARIO

Essere informati
Per la precisione…
Come difendersi dalle fake news
Mostre
Musica
Teatro
Cinema
Libri
Libri che parlano di libri
Librerie
Biblioteche
Cinema
Riviste on-line
Spigolature
Fotografie
Modellismo
Viaggi

 

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Essere informati

 

 

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A PROPOSITO DI CORONAVIRUS

 

  Andando incontro ai dubbi della popolazione (legati anche allo studio tedesco che avrebbe individuato una possibilità di resistenza per 9 giorni sugli oggetti) l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), ha pubblicato un aggiornamento sul portale per risponde a tre frequenti domande su “Coronavirus e superfici”, pur ricordando che la via di trasmissione principale sono le vie aeree, e non il contatto con oggetti contaminati.

   L’alcol è efficace per disinfettare le superfici? Si, i disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% sono efficaci per distruggere il virus sulle superfici.

  La candeggina è efficace per disinfettare superfici e pavimenti? I disinfettanti a base di cloro all’1% sono in grado di disinfettare le superfici distruggendo il virus.

  Il lavaggio delle mani serve veramente per prevenire l’infezione da coronavirus? Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione. Bisogna lavarsi le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol con almeno il 60% di alcol. Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi evita di toccarli con le mani non lavate. 

 

La prima domanda da porsi è: mi devo preoccupare?

Rispondete a questa scheda di autovalutazione

proposta dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali…

coronavirus – valutazione

 

 

 

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Imbecilli e social network: le parole esatte di Umberto Eco

Il semiologo ha anche riconosciuto le potenzialità politiche della rete. Ma le sue frasi sono sparite dalle pagine dei quotidiani cartacei

 

I social network hanno dato davvero il diritto di parola a legioni di imbecilli, come ha sostenuto Umberto Eco? Ma soprattutto: che cosa voleva dire esattemente il grande semiologo e medievalista italiano, quando ha preso la parola all’Università di Torino? Siamo proprio sicuri che le sue parole non sia state, almeno parzialmente, travisate, non dagli utenti in rete, ma proprio dai grandi (e «affidabili») mass media italiani? Per capire il senso della parole di  Eco, forse, bisognerebbe semplicemente leggerle e pubblicarle senza «tagli» né forzature titolistiche.

Le parole di Eco che hanno citato tutti i grandi media, trovando poi in rete uno straordinario riverbero, sono note:

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli. La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità

Meno noto è quanto ha dichiarato Eco, nella premessa, rispondendo alla domanda di una delle persone presenti. Dopo aver sottolineato che «uno dei grandi problemi della scuola italiana è aiutare i ragazzi a filtrare le informazioni su Internet» – cosa di cui nessuno dotato di senno può sinceramente dubitare – lo scrittore medievalista è entrato nel cuore della questione. Senza assumere una posizione arcaica e «reazionaria» come parrebbe a leggere i titoli e gli articoli pubblicati sui giornali cartacei, anzi, riconoscendo anche le potenzialità politiche della rete.

Il fenomeno dei social network è anche positivo, non solo perché permette alle persone di rimanere in contatto tra loro. Pensiamo solo a quanto accaduto in Cina o in Turchia dove il grande movimento di protesta contro Erdogan è nato proprio in rete, grazie al tam-tam. E qualcuno ha anche detto che, se ci fosse stato Internet ai tempi di Hitler, i campi di sterminio non sarebbero stati possibili perché le informazioni si sarebbero diffuse viralmente. 

Per farsi un’idea completa di quanto dichiarato dal professor Eco basta comunque postare il video (integrale), reso disponibile su Youtube. E lasciarvi poi con una domanda: è più «imbecille» e dannoso un anonimo «imbecille» su Facebook oppure un «sistema» che, per esigenze sensazionalistiche,  giunge spesso a decontestualizzare le parole di chi le pronuncia, al punto da renderle caricaturali?

Paolo Papi – 12 giugno 2015

 

Ecco il link https://www.youtube.com/watch?v=u10XGPuO3C4 al video integrale (12′ 53″) dell’incontro di Umberto Eco con i giornalisti al termine del conferimento della laurea honoris causa in “Comunicazione e cultura dei media” da parte dell’Università di Torino il 10 giugno 2015.

 

 

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Perché, quando sentiamo parlare di “millennials”,

pensiamo che si tratti di persone nate nel nuovo millennio?  

“Millennials” sono le persone nate nel periodo 1980-1994!

 

 

  1. Boomers: Baby boomers were born between 1944 and 1964. They’re current between 55-75 years old (76 million in U.S.)

  2. Gen X: Gen X was born between 1965 – 1979 and are currently between 40-54 years old (82 million people in U.S.)

  3. Gen Y: Gen Y, or Millennials, were born between 1980 and 1994. They are currently between 25-39 years old.

    • Gen Y.1 = 25-29 years old (31 million people in U.S.)

    • Gen Y.2 = 29-39 (42 million people in U.S.)

  4. Gen Z: Gen Z is the newest generation to be named and were born between 1995 and 2015. They are currently between 4-24 years old (nearly 74 million in U.S.)

April 22, 2019

 

Leggete l’articolo completo cliccando il link  https://www.kasasa.com/articles/generations/gen-x-gen-y-gen-z

 

 

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Industria 4.0: origine e sviluppi della quarta rivoluzione industriale

https://lospiegone.com/2019/07/04/industria-4-0-origine-e-sviluppi-della-quarta-rivoluzione-industriale/

Pubblicato da Chiara Antonini il 4 LUGLIO 2019

 

    Negli ultimi anni, “Industria 4.0” è diventata un’espressione molto ricorrente, la cui definizione rimane, tuttavia, poco chiara. È interessante, quindi, comprendere cosa si intende quando si parla di “quarta rivoluzione industriale“, dove quest’ultima trae le sue origini e l’attenzione che è stata data a questo processo fondamentale in Italia e, più in generale, in Europa.

Le precedenti rivoluzioni industriali
    Con l’espressione “Industria 4.0” (Industry 4.0, in inglese) si fa riferimento alla quarta rivoluzione industriale della storia dell’uomo. Le tre precedenti rivoluzioni hanno avuto origine a distanza di meno di un secolo l’una dall’altra. La prima rivoluzione industriale ebbe origine in Inghilterra, tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. Produsse cambiamenti epocali, come l’utilizzo delle macchine per mansioni che fino a quel momento erano state eseguite dall’uomo e la nascita della macchina a vapore, che rivoluzionò completamente il mondo dei trasporti.
    Alla fine del XIX secolo, le innovazioni esportate dall’Inghilterra vennero diffuse in tutta Europa, che consolidò ulteriormente il suo dominio sul mondo. È a questo periodo che si assegna il nome di seconda rivoluzione industriale, caratterizzata dall’introduzione dell’energia elettrica e da un cambiamento radicale del sistema economico, che vide lo sviluppo e la dominazione del sistema capitalista industriale.
    In questi decenni, si è avviato il processo che ha portato all’era globale. La terza rivoluzione industriale – anche se ci sono molti dubbi se definirla o meno “rivoluzione” – è stata contraddistinta dalla nascita del computer, uno strumento divenuto ormai fondamentale e indispensabile nella vita dell’uomo. Dunque, la protagonista di questa fase è la rete Internet che, tra le altre cose, ha sconvolto le modalità di comunicazione.

Fonte: AgendaDigitale

                                                                                                 INDUSTRY 1.0              INDUSTRY 2.0              INDUSTRY 3.0              INDUSTRY 4.0
                                                                                                 Mechanization,            Mass production,       Automation,                   Cyber Phisical Sistems,
                                                                                                 steam power,               assembly line,            computers                       Internet of things,
                                                                                                 weaving loom              electrical energy         and electronics               networks

 

La nascita dell’Industria 4.0
    Ad oggi, l’ultimo passaggio dell’industrializzazione si fonda su un mix tecnologico di automazione, digitalizzazione, connessione e programmazione la cui conseguenza è un cambio totale dei paradigmi tecnologici e culturali. È a questo che si fa riferimento quando si utilizza l’espressione “Industria 4.0”, definita così per la prima volta  nel 2011 alla fiera di Hannover, in Germania.

 

 

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Per la precisione…

 

Dal discorso tenuto dal premio Nobel per la fisica e senatore a vita Carlo Rubbia di fronte alle commissioni riunite Affari esteri e Ambiente-territorio di Camera e Senato il 26 novembre 2014

“Durante l’ ultimo milione di anni la Terra era dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi in cui c’ è stata la temperatura che è quella di oggi. L’ ultimo è stato 10.000 anni fa, quando è cominciato il cambiamento climatico con l’ agricoltura, lo sviluppo eccetera, che è la base di tutta la nostra civilizzazione di oggi.  Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi non ci potrebbe venire, perché la temperatura della Terra è inferiore a quella che era ai tempi dei Romani. Quindi, oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati. C’ è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione; intorno all’ anno 1000 c’ è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani. Ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era un grado e mezzo più alta di quella di oggi; poi c’ è stata una mini-glaciazione durante il periodo 1500-1600.  Ad esempio, i vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione, che si è sviluppata con cambiamenti di temperatura sostanziali.”

 

 

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Hans Rosling – Factfulness
(ndr: letteralmente ”la pienezza dei fatti”)

Dalla recensione di Domenico Aversano – su https://skepticaldragoon.it/2019/01/04/factfulness/ 

“Ho scoperto il libro in un articolo di Bill Gates che lo elencava tra i quattro libri che gli fanno vedere il mondo positivamente (nella lista erano presenti due libri che già avevo letto ed amato ovvero Sapiens di Harari e Illuminismo Adesso di Pinker) ed incuriosito ho deciso di leggerlo.
   Nel mondo attuale sembra che tutto sia in recessione, che tutto vada male, che ci sia tantissimo male nel mondo… ma non è così.
   La nostra percezione del mondo è totalmente falsata, le realtà di cui siamo convinti non esistono o sono molto diverse da quello che crediamo.
   Sicurezza, benessere, economia, distribuzione della popolazione nel mondo, livelli sanitari, mortalità infantile, natalità, distribuzione delle popolazione sul pianeta… tutto quello che ascoltiamo ogni giorno rappresenta una piccola parte di realtà distorta, e la giusta immagine globale di come stia il mondo attualmente non ci arriva.
   Crediamo di vivere in un mondo che non in realtà non esiste.

   Quante persone che conoscete riconoscono e sostengono che questa sia l’epoca migliore di sempre nella storia dell’umanità?  Che una persona, ovunque viva e di qualsiasi classe sociale, stia meglio oggi rispetto a chi viveva nello stesso luogo e classe sociale anche solo 30 anni fa?  Che la mortalità infantile, l’alfabetizzazione, la vita media, le vaccinazioni, il tenore di vita di chiunque in qualsiasi parte del mondo sono i più alti di sempre (in riferimento agli stessi luoghi e classi sociali ovviamente) nella storia dell’uomo.   
   Eppure è così.
   E non perchè lo dice qualche filosofo ma perchè lo dicono i dati, raccolti per decenni in tutto il mondo, molti dei quali messi in facili grafici e articoli li potete trovare sul sito Human Progress oppure su Our World in Data
   Factfulness  mette a nudo proprio tutto ciò.
   In dieci capitoli suddivisi in 10 fallacie logiche (errori di ragionamento dovuti all’istinto) spiega il perchè tutti noi tendiamo ad avere una visione del mondo fittizia, non basata sui dati e non razionale.
 
   Il libro nei vari capitoli oltre a cercare di fornire la giusta visione del mondo portando dati  nonchè aneddoti dell’autore (per anni medico di frontiera nelle zone più povere dell’africa ed asia e poi  ricercatore che ha dedicato la carriera a creare e portare una visione più obiettiva del mondo raccogliendo dati) fornisce degli strumenti per cercare di placare l’istinto che ci portano ad ignorare i dati e generare una visione del mondo sbagliata.”

 

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Come difendersi dalle fake news

 

Scrivete semplicemente il vostro dubbio nel riquadro ricerca del vostro browser (Google, Explorer, Mozilla etc etc)    
Ad esempio (a proposito della notizia che compare periodicamente sul web 
a proposito di un legame tra le famiglie di Churchill e di Fleming)
inserite le parole “leggenda churchill fleming
” 
e vedrete che la fake viene svelata (con abbondanti spiegazioni) da numerosi siti specializzati!

 

QUERY
https://www.queryonline.it

Query è la rivista ufficiale del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, un’organizzazione educativa e senza finalità di lucro, fondata nel 1989 per promuovere un’indagine scientifica e critica sul paranormale e sulle pseudoscienze. Il CICAPfa parte dell’European Council of Skeptical Organizations.


BUTAC
https://www.queryonline.it

 

…e molti altri siti ancora!

 

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Alfredo Jaar                            courtesy: www.promoscomunicazione.it

 

 

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MOSTRE TEMPORANEE CHE NON POTETE PERDERE

ALLA GAM fino al 13 aprile 2020

 

La GAM di Torino propone al pubblico una mostra per riscoprire un importante dipinto delle proprie collezioni, mai più esposto da trentotto anni. Si tratta della maestosa Fiera di Saluzzo (sec.XVII), presentata da Carlo Pittara nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, che rievoca una fiera seicentesca con animali, ambientata poco fuori le mura di Saluzzo, dalle dimensioni monumentali: 4,08 metri di altezza per 8,11 metri di larghezza

 

ATTENZIONE!  IN UNA SALETTA ATTIGUA VIENE PROIETTATO IL VIDEO
DEL TRASFERIMENTO DELLA TELA
DAI MAGAZZINI DELLA GAM ALLA SALA ESPOSITIVA

Cliccate qui per vederne un’anteprima

https://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/mostra-pittara

 

 

Mostre

 

 

per info sul museo cliccate sull’immagine

 

ULTIMI GIORNI
di una mostra temporanea che non potete perdere!

prorogata fino al 7 giugno 2020 !!!

per info sulla mostra cliccate sull’immagine 

 

 

per info sul museo cliccate sull’immagine

 

ULTIMI GIORNI
di una mostra temporanea che non potete perdere!

(fino al 19 gennaio 2020)

 

per info sulla mostra cliccate sull’immagine

 

 

 

per info sulla Galleria cliccate sull’immagine

 

 

 

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Musica

 

    per info sulla stagione di concerti 2019-20 cliccate sull’immagine

 

Il quinquennio 1909-1914 rappresenta una sorta di big bang per la musica del Novecento con una serie impressionante di capolavori, dalle due serie di Préludes di Debussy (1909/1913) agli Altenberg-Lieder di Berg (1911/12), da Pierrot lunaire di Schönberg (1912) a Il castello del duca Barbablù di Bartók (1911).  Questo vertiginoso insieme di lavori configura un nuovo canone estetico e linguistico come la musica del Novecento ha in seguito ampiamente testimoniato.  Gli eredi della civiltà musicale ottocentesca sembravano ai loro contemporanei un’orda di barbari.  In primo luogo rifiutavano di parlare la lingua dell’Accademia.  Debussy e Ravel erano rimasti al Conservatorio ostentando il disprezzo per l’Istituto.  Schönberg era un autodidatta considerato dal mondo musicale viennese con sufficienza e ostilità.  Anche Stravinskij era a suo modo un irregolare.  Il suo maestro Rimskij-Korsakov gli aveva sconsigliato di entrare nel Conservatorio di San Pietroburgo.       
(dal programma di sala del 7 nov 2019 – Oreste Bossini)

 

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Teatro

 

per info sulla stagione teatrale 2019-20 cliccate sull’immagine

 

 

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Cinema

 

 

per info sul calendario, gli eventi e quant’altro, cliccate sull’immagine

 

 

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DIETRO LO SCHERMO:  Gaetano RENDA

 

Appartiene a una delle tre famiglie “storiche” della cinematografia torinese (Boggio, Renda, Ventavoli)

Membro del comitato di gestione del Museo Nazionale del Cinema http://www.museocinema.it/it/amministrazione-trasparente

Renda ha sempre rivolto la sua attenzione ai cineclub, creando, intorno alle sale cinematografiche, comunità cinefile culturali e sociali che privilegiassero, in particolare, le periferie e i territori sprovvisti di sale. L’organizzazione di attività di cineforum, iniziata nel 1973, non si è mai interrotta.

 

Curriculum vitae: http://www.museocinema.it/sites/default/files/downloads/trasparenza/cv_renda.pdf

 

Gestisce 3 sale cinematografiche in Torino:

 

    

per info su ciascuna sala cliccate sull’immagine relativa

 

La programmazione di queste sale va seguita almeno settimanalmente per non perdere “chicche” che restano in cartellone pochi giorni (cito una per tutte l’unica proiezione del film “L’uomo che comprò la luna”  il 17 luglio 2019 alle 20:30)

oppure film in lingua originale (sottotilati!) ben prima della loro uscita doppiati in lingua italiana

 

Una nota su Gaetano Renda ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE!

(dal blog di Gabriele Ferraris)

http://gabosutorino.blogspot.com/2018/12/si-fotta-la-saggezza-il-centrale-riapre.html

 

 

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UN SITO IMPERDIBILE PER CHI AMA IL CINEMA

iwonderpictures.com

 

 

 

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Libri…

link#1

 

 

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“Perché leggere i classici” è una raccolta di saggi di Italo Calvino.  

Nel saggio che dà il titolo alla raccolta, lo scrittore sostiene che è lecito definire “classici”

quei libri la cui lettura contribuisce a formare quel metro di misura

con il quale nella vita ci misuriamo con i problemi che ci circondano.

 

Qui di seguito: i “classici” del redattore di questa rubrica

 

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Umberto Eco – Come si fa una tesi di laurea

 

 

Sia chiaro che il libro non potrà dirvi cosa mettere nella tesi. Quello rimane affar vostro. Il libro vi dirà: (1) cosa si intende per tesi di laurea; (2) come scegliere l’argomento e predisporre i tempi di lavoro; (3) come condurre una ricerca bibliografica; (4) come organizzare il materiale che reperite; (5) come disporre fisicamente l’elaborato. Ed è facile che la parte più precisa sia proprio quest’ultima che può sembrare la meno importante: perché è l’unica per cui esistono regole abbastanza esatte.” Umberto Eco

Una lezione di metodo su come fare ricerca che, dopo quarant’anni – anche se il mondo con la sua tecnologia è completamente cambiato – resta preziosa e unica. Oggi i repertori bibliografici si trovano su internet, Google Scholars offre mille materiali, le schede bibliografiche si scrivono in digitale, ma le indicazioni di struttura, priorità, argomentazione restano le stesse.

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Gillo Dorfles – Le oscillazioni del gusto

 

Gillo Dorfles si propone di offrire al lettore una facile e agile chiave per decifrare molte delle “oscurità” e dei problemi presentati dall’arte contemporanea: il dissidio tra artisti e pubblico, le trasformazioni stilistiche e percettive che si possono individuare nelle diverse epoche e che sono alla base di molti preconcetti da parte dell'”uomo della strada”.

 

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Roman Vlad – Capire la musica e le sue forme

 

 

 

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Irvin D. Yalom – Il problema Spinoza

 

 

 

Che splendido ritorno alla storia della filosofia studiata al Liceo! Con grandissimo interesse, e con altrettanto piacere, si ripercorre (aiutati da uno stile discorsivo, semplice ma estremamente efficace) la storia di un pensatore e filosofo, Baruch Spinoza, tanto straordinario quanto rarissimo esempio (soprattutto rispetto al dilagante materialismo dei nostri giorni) di persona grande nel suo essere, ma umile e modesta nel suo porgersi agli altri.     (dalla recensione di Giovanni B.Martinez)

 

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Carlo M. Cipolla – Le leggi fondamentali delle stupidità umana

 

Un libro geniale, più volte ristampato dalla casa Editrice “il Mulino”, questo piccolo saggio sulle “leggi fondamentali della stupidità umana”. Scritto da un grande storico dell’economia, Carlo M. Cipolla, autore di numerosi saggi, tradotti in diverse lingue, che hanno segnato la metodologia della storia economica italiana ed europea. Questo, forse, è il più noto, insieme al fondamentale volume  sulla “Storia economica dell’Europa pre-industriale”. Il saggio, del 1976, scritto in Inglese, nasce come regalo di Natale per gli amici. Il Titolo della prima edizione, era “Allegro ma non troppo”.

Da Wikipedia: http://confini.blog.rainews.it/2015/11/23/un-libro-geniale-le-leggi-fondamentali-della-stupidita-umana/

Cipolla costruisce uno schema di assi cartesiani, ascisse e ordinate, in cui collocare con precisione i tipi degli intelligenti, degli sprovveduti, dei banditi e degli stupidi.

Potete scaricare il pdf cliccando qui:http://www.club-cmmc.it/lettura/teoria_stupidita.pdf

…oppure leggere più comodamente lo schema cliccando qui: http://www.giovis.com/cipolla.htm

 

 

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Michael Stadler – Psicologia a bordo

 

 

Che cosa rende più acuti in mare i problemi relativi al comando e alle dinamiche di gruppo?

 

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Mario Tobino – Il clandestino

Con questo romanzo Mario Tobino Vinse il Premio Strega nel 1962.  

Qual era il mestiere di Mario Tobino? biografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Tobino
«La mia vita è qui, nel Manicomio di Lucca. Qui si snodano i miei sentimenti. Qui sincero mi manifesto. Qui vedo albe, tramonti e il tempo scorre nella mia attenzione. Dentro una stanza del manicomio studio gli uomini e li amo. Qui attendo: gloria e morte. Di qui parto per le vacanze. Qui, fino a questo momento sono ritornato. Ed il mio desiderio è di fare di ogni grano di questo territorio un tranquillo, ordinato, universale parlare».

http://www.culturaitalia.it/opencms/it/contenuti/percorsi/percorso188/capitolo_0002.html

 


Mario Tobino, nel giardino dell’ospedale di Maggiano
https://www.intoscana.it/it/articolo/nelle-stanze-di-maggiano-sulle-orme-di-mario-tobino/

 

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Libri che parlano di libri

 

Chistopher Morley – Il Parnaso ambulante


https://static.lafeltrinelli.it/libri/christopher-morley/parnaso-ambulante/9788838908507?zanpid=27673183C250197299&zanpid=2587942556860261376&gclid=EAIaIQobChMIxI2Wx87F4wIVlOJ3Ch2a2wQcEAAYASAAEgI_IvD_BwE 

…lo potete scaricare gratuitamente! Ecco il link:

https://sites.google.com/site/briduninal/il-parnaso-ambulante-49312141

 

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Helene Hanff – 84, Charing Cross Road

https://www.ibs.it/84-charing-cross-road-libro-helene-hanff/e/9788877682611?gclid=EAIaIQobChMI9KrIhtTF4wIVl-F3Ch0rCwBOEAAYAyAAEgLjZvD_BwE

 

 

Fino al 1970 a questo indirizzo avreste potuto trovare Marks & Co, una libreria specializzata in “libri non più in stampa”.  

Oggi c’è un wine bar, molto bello e molto expensive.

Troverete comunque questa lapide…

 

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Nel 2019 ricorre il centenario della nascita di Primo Levi e tutti parlano giustamente del suo libro “Se questo è un uomo”. Vi proponiamo Il sistema periodico  (il quinto libro da lui pubblicato) da Wikipedia: Si tratta di una raccolta di racconti edita nel 1975. Ognuno dei 21 racconti porta il nome di un elemento della tavola periodica ed è ad esso in qualche modo collegato. I temi sono numerosi, incentrati sulla vita professionale di chimico e contenuti in una cornice autobiografica. Dai primi esperimenti ai primi impieghi, dalle esperienze di vita nei lager nazisti ai racconti – veri o di fantasia – legati al mestiere di chimico: la vita dell’autore vista attraverso il caleidoscopio della chimica. Il 19 ottobre 2006 la Royal Institution del Regno Unito scelse quest’opera come il miglior libro di scienza mai scritto[1].
Potete effettuare un download gratuito e legale servendovi di questo link: https://giuliovaracca.files.wordpress.com/2010/10/il-sistema-periodico.pdf (…la qualità non è eccellente)

 

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Muriel Barbery – L’eleganza del riccio

Renée Michel sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle, un condominio parigino abitato da famiglie facoltose: è apparentemente sciatta, pigra, perennemente presa dalla cura del suo gatto (Lev, in onore di Tolstoj), dalla televisione e dalle sue piccole faccende private. In realtà, Reneé è una persona coltissima: si interessa di arte, di filosofia, di cinema, di musica classica e di cultura giapponese ma preferisce dissimulare la propria erudizione. https://it.wikipedia.org/wiki/L%27eleganza_del_riccio#Trama

 

 

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…librerie

     Quand’ero ragazzo, quasi tutte le librerie di Torino avevano un bancone (come dal droghiere).  Chi entrava diceva alla persona che stava dietro al bancone il titolo del libro che voleva acquistare, poi  questa persona lo andava a prendere, lo portava al cliente e il cliente pagava.  Come in una drogheria.
Veramente poche erano le librerie che permettevano al cliente di curiosare tra i libri: la libreria Moderna era una di queste (in via XX settembre in quella che allora si chiamava “Galleria Tirrena”).

     Ancora oggi – in alcune librerie – potete trovare persone competenti, che amano il loro lavoro e che vi possono consigliare con passione.  
Eccone alcune:
– Antonio (Feltrinelli di piazza CLN)
– Paola (Feltrinelli di piazza Castello)
– Tonino (Luxemburg, piazza Carignano)
– Luigi (libreria Bodoni, via Carlo Alberto)
– Nicola (L’angolo Manzoni, via Cernaia)
– Una libreria che cambia i libri (veramente interessanti) esposti nella propria vetrina almeno una volta al giorno: Il bardotto (via Giolitti)

City Lights bookstore – San Francisco, Columbus Avenue 261

 

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…biblioteche

 

Biblioteca civica centrale di Torino
https://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_civica_centrale_di_Torino

Biblioteche civiche torinesi  catalogo in linea
https://bct.comperio.it

MLOL MediaLibraryOnLine
http://bct.medialibrary.it/media/ricerca.aspx

conoscete MLOL? 
https://bct.medialibrary.it/pagine/pagina.aspx?id=27

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
http://www.bnto.librari.beniculturali.it

 

 

 

Holland House Library 1940

 

 

Biblioteca Reale – Torino

 

 

Biblioteca dell’Accademia delle Scienze – Torino 

 

 

Trinity College Library – Dublin

 

 

Bibliothèque municipale  – Ajaccio

 

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…periodici che parlano solo di libri

 

tuttolibri

 

Il Libraio

 

La lettura

La Lettura è stata una rivista mensile illustrata del Corriere della Sera pubblicata dal 1901 al 1946. La rivista è ritornata nel 2011, come supplemento allegato all’edizione domenicale del quotidiano.  (mensile)
 

 

 

 

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Riviste on-line

Su The Vision, una testata online dedicata ai Millennial italiani https://thevision.com  il 19 giugno 2019 è comparso un interessante articolo a firma di Martina Bubba “Imparare a scrivere una tesi di laurea significa imparare a vivere, ci disse Umberto Eco”  https://thevision.com/cultura/umberto-eco-tesi-laurea/

 

 

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Spigolature

 

 

Da “La Rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci (2001)

E’ un paese così diviso, l’Italia,

Così fazioso, così avvelenato dalla sue meschinerie tribali!

Si odiano anche all’interno dei partiti, in Italia!

Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo.

Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali.

Alla propria carrieruccia, alla propria gloriuccia, alla propria popolarità di periferia.

Per i propri interessi personali si fanno i dispetti, si tradiscono, si accusano, si sputtanano.

 

 

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Winston Churchill
UK’s Prime Minister during the Second World War, said that:

“ The Italians lose wars as they were football matches and football matches as they were wars”.

Winston Churchill, primo ministro del Regno Unito durate la seconda guerra mondiale, disse che:
“Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”

 

 

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Adriano Olivetti (1901–1960)
Ai lavoratori di Ivrea, 24 dicembre 1955 (discorso) – pag 112

“. . . . .

     Ed è altrettanto importante adoperarsi per far sì che la potenza e il potere della fabbrica raggiunti in virtù della dinamica del mondo moderno, siano rivolti oltre che ai fini del vostro benessere, al civile progresso dei luoghi ove siete nati e in cui vivete.  Poiché a nessuno di noi deve sfuggire un solo istante che non è possibile creare un’isola di civiltà più elevata e trovarsi a noi tutt’intorno e ignoranza e miseria e disoccupazione.

     Perciò io credo – anche – in una società rinnovata, che non esalti e non opprima, che riconosca e non disprezzi, che accetti e non respinga l’ordine umano e divino che risplende nella verità, nell’arte, nella giustizia e sopra ogni altra cosa nella tolleranza e nell’amore.

     Poiché sono stato con voi nella fabbrica, conosco la monotonia dei gesti ripetuti, la stanchezza dei lavori difficili, l’ansia di ritrovare nelle pause del lavoro la luce, il sole e poi a casa il sorriso di una donna e di un bimbo, il cuore di una madre.

     Perciò sono stato io a lanciare l’idea di arrivare qui nella nostra fabbrica per primi a ridurre l’orario, a realizzare gradualmente ma decisamente la settimana di cinque giorni.

 . . . . .” 

 

Da:
Adriano Olivetti – Città dell’uomo
(raccolta di saggi e discorsi pubblicata per la prima volta nel 1960)

 

 

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IL PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA DELLA P2

   Il Piano di rinascita democratica fu sequestrato all’aeroporto di Fiumicino nel sottofondo malamente camuffato di una valigia di Maria Grazia Gelli, figlia di Licio, che stava tornando in Italia da Nizza.
Il documento è databile attorno al 1976.

   Dopo averli fatti rinvenire, Gelli ha avuto cura di introdurre nuovi elementi di confusione precisando, nel giugno del 1984, che il Piano di rinascita non è mai esistito. Esso era solo un insieme di appunti che dovevano servire da scaletta per una serie di articoli e relazioni.

   “Non era altro – dirà lo stesso Gelli – che un’esposizione sullo stato della nazione, lecita per qualsiasi cittadino che voglia esprimere il suo punto di vista sull’andamento generale del paese”.

   Quanto di questo programma è stato fino ad oggi realizzato?

   A ben vedere – alcuni obiettivi contenuti in quel Piano di Rinascita risultano oggi applicati.

   Lasciamo che sia il lettore scoprire quali.

 

Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica

Documentazione originale raccolta dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta
https://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Commissione_parlamentare_d%27inchiesta_sulla_loggia_massonica_P2_-_documentazione_raccolta_dalla_commissione.djvu?uselang=it

 

 

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The Aging Mind
Learning to Adjust to Natural Changes

As our brains age, we’re less likely to think as quickly as we used to or remember things as well. But the knowledge we gain from life experience can sometimes compensate for other changes in our brains as we age. Older professionals, for example, are often better at their jobs than younger ones. Research is now revealing how the brain changes and adapts as we age. These insights are shedding light on real-life challenges, like how to remember things and how to avoid scams.

Dr. Denise C. Park, director of the Roybal Center for Healthy Minds at the University of Illinois, explains that knowledge and experience are protected as you age. “When you’re performing a complex task,” she says, “your memory may be less efficient, but your knowledge about how to do it may be better.” In most real-world experiences, older people already have previous knowledge that they can use to interpret new situations and decide how to respond.

Researchers can design tests that expose problems in the aging mind by creating tasks in which older adults can’t use their world knowledge. These tests reflect some real life situations. For instance, when an older adult gets an upsetting new medical diagnosis or a crafty scam artist pressures them for a quick answer, they may have trouble processing information quickly and making a sound decision.

Park says that one key to dealing with situations like these is not to make rash decisions. Ask for further information and more time to consider. Discuss a new medical diagnosis or unfamiliar sales offers with friends or relatives to get more perspective.

Perhaps the most common change people face as they age is trouble remembering things. Park says it’s important to acknowledge that your memory is fallible. “For medicines, driving directions or other things with specific details, don’t rely on your memory,” she says. “That’s good advice for everybody, but especially for older adults.” If you need to remember something important, write it down on a pad you carry around with you or use an electronic device like a personal digital assistant (PDA) that lets you store notes and reminders.

You can also structure your routines to help you remember things. Try to take a medicine with a snack or a particular meal, for example, and always keep your keys and your wallet in the same place. “Because older adults tend to lead very structured lives, this technique works very well for them,” Park says.

Park also advises using your imagination. “If you imagine completing a future action,” she says, “you’re much more likely to perform it.” For example, imagine taking your medicine in as much detail as you can, paying attention to where, when and how.

Practicing for future events can also help prepare your mind for the real thing. Rehearse your response to a salesperson with a relative or visit somewhere new in advance to make sure you know how to get there.

Some evidence suggests that activities requiring mental effort such as playing board games, reading and playing a musical instrument can help stave off mental decline. Other studies suggest that physical activity might help.

Researchers supported by NIH’s National Institute on Aging continue to explore new ways to keep the brain healthy as we age. In the meantime, try to keep in good shape both mentally and physically, and use the tips in this article to help your aging mind keep working as well as it can.

Tips for an Aging Mind

Here are some strategies to help your brain as it changes with age:

 

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Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito.  Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il- plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine.  Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia.  Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.  

Oriana Fallaci – Insciallah (1990)

segnalato da Cristina Stefanini

 

 

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Le mosche cocchiere

da: Favole – Jean de La Fontaine (1621-1695)

  Un carrozzone tirato da sei cavalli saliva su per una via erta, rotta, sabbiosa. I viaggiatori erano scesi e facevano a piedi il tratto di strada per alleggerire ai cavalli il peso e la fatica; tuttavia i cavalli sudavano e soffiavano.
  Sopraggiunse una mosca. “Per fortuna sono arrivata io!” esclamò. E cominciò a ronzare negli orecchi degli animali, a pungere ora questo ora quello, or sul muso or sul dorso.
  Poi si sedette sul timone, poi si posò sul naso del cocchiere, poi volò sul tetto della carrozza. Andava, veniva, affannata, e brontolava e squillava: “Bel modo di fare! Se non ci fossi io! Guarda! Il prete legge il breviario. Quella donna canta. Quei due parlano dei loro affari. Il cocchiere sonnecchia. A darmi pena sono io sola. Tocca a me far tutto. Tutto cade sulle mie spalle. Ah che lavoro!”
   Finalmente dalli e dalli, la carrozza giunse al termine della salita, dove ricominciava la via piana. I viaggiatori ripresero il loro posto; il cocchiere fece schioccare la frusta; i cavalli si rimisero al trotto.
   Sul tetto del carrozzone la mosca trionfava. “Li ho condotti, eh, fin quassù! Se non c’ero io!” – si lagnava. “Nemmeno grazie mi dicono. Dopo tutto ciò che ho fatto”.
   Tra gli uomini quante mosche cocchiere!

 

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SIC!

da Racconti e Saggi di Primo Levi

 

L’eclisse del principio di autorità è da contare fra i pochi elementi positivi del nostro tempo: oggi non verrebbe in mente a nessuno di fortificare le proprie affermazioni ricorrendo a citazioni tratte da classici latini o greci, come faceva Montaigne, che pure era uno spirito aperto, critico e sensato. Eppure, quale sottile piacere si prova tuttora, quando si riesce a mettere le mani su una citazione elegante e rara!

Di dove questo piacere? Qualche volta è sincero compiacimento per il trovarsi talmente d’accordo con il grande autore, da poterne inserire un brandello nel proprio tessuto, senza che si manifestino irritazioni al margine del trapianto o reazioni di rigetto; ma più spesso è un piacere meno nobile, è come dire al lettore: «Ecco, io attingo a fonti che tu non conosci, so una cosa che tu non sai, e quindi sto di un gradino più in alto di te».

La spinta alla citazione è cosi forte che alcuni scrittori citano inconsciamente, allo stesso modo come camminano i sonnambuli: quando rileggono quanto hanno scritto, magari a distanza di anni, ci ritrovano il brano eletto, che ha trovato la via dal profondo alla pagina senza intervento della volontà. Pressoché complementare è il fenomeno della citazione inventata: Rabelais, Borges, Wilcock sono maestri nel riportare sentenze mirabili tratte da libri inesistenti di autori inesistenti (o magari esistenti).

In sede polemica, è noto quali bassezze si possano, spesso impunemente, perpetrare citando il testo avversario in modo incompleto o inesatto. Si possono ottenere effetti clamorosi omettendo una frase o cucendone insieme due che erano separate; si raggiunge poi il vertice, e si totalizza un punteggio determinante, quando si riesce a inserire nel corpo della citazione una parentesi quadra, e a scriverci dentro «sic!»

Questo sic è l’equivalente del matto negli scacchi, o della palla schiacciata sotto rete a tennis: come questi è spietato, e come questi presuppone un errore da parte del contendente. Può essere un errore veniale, una svista grammaticale o addirittura ortografica, ma il sic, questo singulto di virtuosa e scandalizzata sorpresa, lo ingigantisce, lo illumina di una luce senza ombre, lo porta al centro dell’attenzione del lettore, sic: colui che qui cito, e da cui ovviamente dissento come ogni persona bennata deve dissentire, o signori, è un asino. Ardisce scrivere nella nostra lingua, ma non la conosce, per cui si induce a mettere giù enormità come questa: si, sic, dice proprio cosi, confrontate pure con l’originale. Come potete fidarvi di lui? Ha messo il soggetto all’accusativo: dunque ogni sua affermazione è sospetta, e ogni sua opinione è da prendere con le molle.

13 marzo 1977.

 

 

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“Complicare è facile, semplificare é difficile

Bruno Munari

Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. 

Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.

Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’é in più della scultura che vuol fare. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?

Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità.

Eppure quando la gente si trova difronte a certe espressioni di semplicità o di essenzialità dice inevitabilmente: “questo lo so fare anche io”, intendendo di non dare valore alle cose semplici perché a quel punto diventano quasi ovvie. In realtà quando la gente dice quella frase intende dire che lo può rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima.

La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice: “quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte”.

 

 

 

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“QUELLE SERATE AL LITERARY CLUB CON GIBBON E ADAM SMITH

https://www.lastampa.it/topnews/tempi-moderni/2019/10/07/news/quelle-serate-al-literary-club-con-gibbon-e-adam-smith-1.37707662

Masolino D’Amico

Ecco il link all’articolo pubblicato su La Stampa lunedì 7 ottobre 2019:

https://www.lastampa.it/topnews/tempi-moderni/2019/10/07/news/quelle-serate-al-literary-club-con-gibbon-e-adam-smith-1.37707662

 

 

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Fotografie

 

9 novembre 1989 – caduta del muro di Berlino

Mstislav Rostropovich, due giorni dopo

“Quel maledetto muro ha diviso la mia vita: é stata una lacerazione per il mio cuore”

 

 

 

omaggio a Edward Hopper (E.R.)

 

Maldive (E.R.)

 

…cogliere l’attimo (E.R.)

 

Cerco l’estate tutto l’anno… (E.R.)

 

Matera, 2019  (E.R.)

 

 

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Modellismo

Mi chiamo M.T.   Sono appassionato di artigianato, modellismo, scultura e incisioni. Decoratore, disegnatore e scenografo, realizzo diorami e modellini (prevalentemente di auto) statici e dinamici, anche su richiesta a partire da design e progettazione. Organizzo brevi corsi per chi fosse interessato ad avvicinarsi a questo grande mondo. Il modellismo è un hobby che richiede l’acquisizione di semplici competenze che possono tornare utili in svariati lavori  come la riparazione e la manutenzione dei più svariati oggetti di uso comune, fino alla loro creazione partendo da zero!

 

 

  

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